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Experiment Italia Benvenuti

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The Experiment in International Living Italia

 

Dalla sua lettera ai partecipanti alla celebrazione per i 40 anni dell’Experiment Italia 1953-1993

Casella di testo:   Renza Rosso

 

“Mi è più facile parlare che scrivere. E’ sempre stato così per tutti questi anni che mi hanno visto alla guida di questa organizzazione. Se avessi tempo, nominerei tante persone che con la loro collaborazione hanno arricchito la mia persona e il mio lavoro in questi anni. Quarant’anni di lavoro nello stesso campo, a contatto con tutto il mondo, mi hanno offerto una gamma di esperienze che valgono una vita. Nel 1953 mi affacciai timida in quel mondo internazionale dove tutti parlavano una lingua, l’inglese, che io capivo ma non abbastanza bene, e dove tutti si muovevano con scioltezza e capacità. Era una sfida che io, testarda, raccolsi immediatamente e forse fu questa determinazione a dare una svolta alla storia dell’Experiment Italia.”

Renza Rosso, 4 settembre 1993

  

 

 

 L’inizio: apertura dell’ufficio Experiment in Italia

 

1932 = Putney, Vermont, USA = fondazione dell'Experiment in International Living (EIL)

1953 = Ceres, Piemonte, Italy = Primo meeting internazionale dell'EIL organizzato in Italia e apertura dell'ufficio nazionale italiano dell'EIL.

 

Renza Rosso e Giuseppe De Stefanonell’ufficio di Asti Due date che hanno accompagnato i primi passi dell'EIL in Italia e che hanno dato l'abbrivio al movimento italiano. A Ceres fece la sua apparizione Renza Rosso, la ragazza che avrebbe costruito le fondamenta dell'EIL e che, con Marlis Spano' da Genova e Bepi De Stefano, primo professionista nell'associazione, diede struttura e sviluppo a tutto il movimento Experiment.

Iniziarono così gli anni '60, tra i più belli dell'EIL italiano, dove la semplicità e l'entusiasmo rappresentarono il propellente e il collante del lavoro di ampliamento e perfezionamento di Experimentitalia.

Nuovi programmi, nuovi paesi, nuove idee: tutto correva in sincronia con lo sviluppo del paese, la qualità dell'offerta, la richiesta culturale dei giovani. Un successo insomma, che gratificava tutti i protagonisti. Tanti i fattori che aiutarono lo sviluppo dell'EIL in Italia:

 

 

1o - la curiosità del mondo giovanile per altri confini del conoscere e del sapere

2o - il crescente benessere materiale di molti paesi, sia occidentali che orientali

3o - la ricerca di una affinità di vita tra i popoli dopo la tragedia di una devastante guerra mondiale

4o - la qualità dei dirigenti di quasi tutti i paesi membri dell'EIL che si manifestava attraverso personalità vivaci e creative, di buon spessore culturale, il tutto saldamente ancorato all'originale filosofia Experiment.

Nomi "mitici" dell'Experiment anni '60 commuovono ancora oggi chi ha la fortuna di essere sopravvissuto ai tanti anni che si frappongono a quel periodo: il Fondatore, Donld B. Watt, il Segretario Generale Gordon Boyce, Walter Gaup dalla Germania, Jim Elphick dalla Gran Bretagna, Jean Vergne dalla Francia, Jack Wallace, Susan Fleisher, Monica Reinstad, i coniugi Dop, Shigeru Yamamoto dal Giappone, Amarish Trivedi dall'India e tanti altri, tutti entusiasti laboriosi operatori, professionisti e volontari. Un gruppo formidabile che porto' l'EIL ad essere una delle organizzazioni leader nel settore degli scambi internazionali giovanili.

Il resto e' storia di una evoluzione principalmente legata all'entrata in campo di grosse organizzazioni commerciali, dotate di grandi mezzi economici, pronte a potenti investimenti e, soprattutto, non appesantite dai "sacri" principi che nell'EIL rappresentano un "must" irrinunciabile: un determinante arricchimento dell'esperienza ma anche un oneroso e lento sistema di lavoro.

Questo breve e parziale esame di un periodo di storia della nostra organizzazione rivela anche i due ingredienti che la crearono e svilupparono e che dovrebbero essere rispolverati e riproposti ai giovani (e non solo...): la curiosità per la scoperta di nuove culture e l'entusiasmo per il tentativo di completare e arricchire la propria personalità da offrire ad altri giovani e ad altri popoli. In questo modo l'EIL potrebbe riprendere la propria posizione nel mondo giovanile con una "nuova-vecchia" idea.


 

 

I rappresentanti locali EIL Italia e i loro ricordi

 

La "estrella" costaricana di San Francisco di Bepi e Marisa De Stefano

Nell'estate del 1984, dopo varie esperienze internazionali (indiani, tedeschi, svedesi, statunitensi, brasiliani, ungheresi, messicani, ecc.) decidemmo di accettare l'invito ad ospitare una ragazza americana di San Francisco di origine centroamericana: Elizabeth Gonzales, 17 anni.1993  Domenico Bianchi Malandrone e Bepi (Giuseppe) De Stefano

La nostra famiglia allora comprendeva due figli: Giacomo di 19 anni e Barbara di 16, naturalmente oltre mamma e papà e a una nonna e uno zio "a ore", cioè presenti solo in certi momenti del giorno. Un bel gruppo certamente, specialmente per Liz che avrebbe potuto misurarsi con tanti personaggi.

L'esperienza fu molto positiva e produttiva: imparammo molte novità ed Elizabeth, molto curiosa, intelligente e diligente, incominciò a tesaurizzare ogni cosa e ogni evento. La sua lingua (che bello quell'esperanto fatto di inglese, castigliano e italiano...), il cibo, i libri, i giochi, la sua prima neve ai 4000 del Monte Bianco, le storie di Don Mario (lo zio chiacchierone) e così via. Una perfetta comunione, un grande affetto che continua attraverso le nostre vite. Ci siamo rivisti molte volte, a San Francisco e in Italia e sempre con felicita'. Ora Liz e' sposata con Edgardo Rivera, ha tre figli, una sposata a sua volta, uno arruolato nella Navy e l'ultima, 14 anni, bravissima studentessa di highschool. E' venuta a trovarci a Venezia, dove viviamo adesso, con Eddy ed Elisa, la più giovane. Tutti belli, sorridenti, flessibili, curiosi, attenti: il massimo per visitare Venezia e anche per bere prosecco con "mamita e papito", ormai "vecchioni" ma sempre sulle ali dell'entusiasmo. E anche un po' commossi nel vedere la loro Elizabeth sempre più bella, sempre più Experiment.

Alcuni "fiori" sbocciati in un ufficio Experiment

Arrivano due "applications forms" per un programma in USA; allegata c'è una nota del genitore: " desidero che le mie figlie siano ospitate solo in famiglie ariane". Risposta dell'ufficio Experiment: "Impossibile Mr. X: le nostre famiglie possono essere anche ebree, nere, asiatiche,ecc. A proposito (forse Le sarà sfuggito) sappia che il partito nazionalsocialista e' stato dichiarato "fallito" nel 1945 e che l'Experiment in USA non ha buoni rapporti con il Ku Klux Klan. "

Raccontata da Gordon Boyce, Segretario Generale.

Dall'application form per un programma all'estero di una ragazza americana.

Alla casella-domanda "sex" la poverina scrive "Yes, once, in Chicago".

Se non vera era ben raccontata...

Per un programma in Germania come per tutti i programmi, viene richiesta la "Dear Family letter". Una gentile scrupolosa ragazza invia una DF letter di 18 (diciotto) doppi fogli, una specie di romanzo con la descrizione della sua vita e della sua famiglia. Fu consigliata di riscriverla, molto, molto più breve e di mandare l'originale a qualche editore. Non si sa mai.....

Estate 1959 - gruppo americano ospite a ..... Le famiglie sono tutte un po' offese e si lamentano con il Rappresentante Locale: "ma chi l'ha detto a queste ragazze ?!?.... "

Quasi tutte hanno le valigie piene di carta igienica...

Luglio 1963 - Arrivano 14 gruppi per i due giorni di "orientation meeting" prima di andare nelle comunità ospitanti. Sono sistemati in un collegio salesiano, strettamente maschile e, naturalmente, religioso. Il preside raccomanda la massima discrezione: garantisce il nostro ufficio.

Arrivano alle 16, prendono possesso della loro camere, cenano in allegria (il primo vino italiano...), cantano e poi tutti a nanna.

Alle 8 del mattino seguente telefona il preside: venite subito a vedere e provvedere. Era vero: tutte le grandi vetrate dello scalone d'entrata, visione strada, dal primo al terzo piano, esibivano una stenderia ininterrotta di mutandine femminili: rosa, rosse, bianche, gialle, con e senza pizzi. Era un bel vedere e il preside non era poi tanto arrabbiato...

Furono subito ritirate ma non sappiamo per quanto tempo l'ordine salesiano ne parlo' oppure se non ne parlo' affatto!

 

L’Experiment Italia ad Ascoli Piceno di Adelaide Cesari 

E’ infinita, si può dire, la storia dell’Experiment ad Ascoli Piceno e strettamente legata a noi, alla famiglia Cesari. Infatti ne facciamo parte fin dagli inizi o quasi, cioè dal 1958, come ospitanti e poi subito come rappresentanti locali. Io personalmente dal 1966 ad ora.

Ho ‘sistemato’ nelle famiglie del Piceno tanti experimenter: perlopiù sono stati gruppi estivi di giovani americani, guidati da bravi leader, ma anche tanti individuali di alter nazioni, come australiani, giapponesi, indiani, sudamericani e ovviamente europei.

 

 

2009 -  Adelaide Cesari con una studentessa  americana e la sua sorella ospitante.

Nel corso degli anni ho notato che gli experimenter sono molto cambiati, come gli italiani d’altronde. Infatti ora sono molto più giovani (dai sedicenni ai ventenni) con le previste conseguenze: ora sono meno responsabili, ma più vivaci, desiderosi di conoscere e di svagarsi.

Tutto ciò è coerente al motto dell’Experiment: Aspettati l’inaspettato! 

Per la mia famiglia nel lontano 1958 ospitare un experimenter era come ricevere il mondo in casa e poi sentire il desiderio di partire, di andarlo a conoscere direttamente. Infatti io cominciai andando ospite di famiglie spagnole, indiane, uruguaiane e statunitensi.

Avendo fatto questa bella esperienza ho sollecitato i membri delle famiglie a ricambiare l’ospitalità, a mantenere i contatti e riceverli di nuovo dopo anni…addirittura 40 anni dopo, come è capitato a me.

Io ho partecipato anche ai meeting nazionali e internazionali dell’Experiment, dalla Grecia all’India, dalla Francia al Brasile.

Tutte queste esperienze mi hanno molto arricchito, mi hanno aperto la mente, così vorrei che tutti I giovani italiani potessero approfittare delle occasioni offerte dal nostro Experiment, magari andando a frequentare un anno o un trimestre scolastico in un altro Paese del mondo!

 

L’Experiment Italia a Verona di Pino Castiglioni

L’Experiment a Verona è arrivata nel 1962. Incontrai Renza Rosso e Bepi De Stefano a Roma durante una riunione nazionale del Centro Turistico Giovanile e posso affermare che quelle parole e quell’incontro mi cambiarono la vita. Immaginate che cosa significasse in quel periodo parlare della possibilità di ospitare a Verona ragazzi provenienti dagli Stati Uniti o da altre nazioni e poi andare a fare la stessa esperienza all’estero? Accettai immediatamente di ospitare il primo gruppo di americani a Verona, dove vivevo, e fu come “il primo amore”: non si scorda mai. Avevo 20 anni e viaggiai per l’Italia con il gruppo vivendo momenti magici che non posso dimenticare. Fu un’esperienza così bella che le famiglie ospiti a Verona sono ancora in contatto con i ragazzi americani, i loro figli ed i loro nipoti, che ancora a volte tornano a trovarci.


 

1963 Primo gruppo americano a Verona

1963 -  Il bus usato per viaggiare attraverso l’Italia con il gruppo americano. Questa è una foto inviata da due fotografi di LIFE che realizzarono un servizio sul nostro programma.


Tutto questo è successo grazie alla carica travolgente di Renza Rosso, sempre pronta a dare una mano, nei momenti difficili, ma anche a divertirsi.
Dopo quel gruppo ospitai molti altri gruppi da tutto il mondo, dall’Australia, dall’Ecuador, dal Giappone, dall’Africa, dall’Argentina, dal Messico, dalla Cina, dall’India, dall’Europa…e le tradizioni e le abitudini delle famiglie veronesi sono state esportate ovunque nel mondo.

Questa esperienza mi ha aiutato a capire quanto siano importanti il rispetto e la conoscenza di usi e costume diversi quando viaggi all’estero.

 

Anne Elliott Vallana, attuale Presidente EIL Italia

 

2003 - GA ad Asti, Hildegard Freifrau von Rechenberg (Germania), Renza Rosso, Agustín Castellón (Cile), Anne Elliott e Bepi De Stefano

Abbiamo resistito insieme fino al GA del 2003 che celebrava anche i 50 anni dell’Experiment Italia.

Un’altra data importante per l’Experiment Italia: Renza “va in pensione” nel novembre 1999 ed io divento Presidente. Durante i primi 3 mesi sia Kevin Hickey (Presidente EIL a quel tempo) sia John Meislin fecero visita all’ufficio italiano. Penso che il resto del mondo Experiment fosse sorpreso nello scoprire che io e Renza fossimo ancora amiche!

Si, sono 60 anni quest’anno – come vola il tempo! Renza cominciò a trascorrere più tempo a casa facendo tutte quelle cose per le quali non aveva mai avuto tempo prima.

Abita proprio dall’altra parte della strada, davanti all’ufficio, e quindi ancora adesso scende di tanto in tanto. Per quelli di voi che non hanno conosciuto Renza, lei ha un grande amore nella vita, l’Experiment, e ha fatto fatica a lasciarlo andare.

Confesso che non avevo idea di che cosa mi aspettasse, nonostante gestisca una scuola di lingua dal 1972. Gli ultimi 13 anni sono stati difficili. La concorrenza è forte e ci sono così tante organizzazioni che fanno, più o meno, quello che facciamo noi.

In modo meno professionale, in molti casi, ma a minor prezzo, dettaglio che sfortunatamente è passato al primo posto! Spesso le persone che partecipano ad altri programmi si lamentano, in un secondo momento, ma prima ci provano! L’Unione Europea poi sponsorizza due programmi, l’“Erasmus” per gli studenti universitari e il “Leonardo” per gli studenti IHSP, progetti che non lasciano molto spazio alle organizzazioni come la nostra.

 

2010 Summer Abroad Gruppo di Cucina in Italia

I programmi sono cambiati, l’Au Pair è una cosa del passato e l’IHSP outbound per gli Stati Uniti è su quella strada. Il nostro maggior successo è il programma IHSP incoming e il Summer Abroad. Molti dei rappresentanti locali che Bepi ha menzionato sono ancora coinvolti e disponibili a dare una mano ai più giovani. Abbiamo molte comunità ospiti in tutta Italia e alcuni programmi molto carini: “Cucina, Slow Food e Biodiversità” è il più gettonato ma anche quello di più recente ideazione tutto imperniato sul gelato e sulla cultura, soprattutto nel nord Italia. Prosciutto di Parma, formaggio e gelato sulla costa adriatica!

2010 - Summer Abroad City Stay a Verona Canyoning

Troviamo ancora cose bizzarre e divertenti sulle application form. Ad esempio: California, si scrive con la K o con la C? E quando chiedono l’altezza: cm: 160; “feet”: due! Il meglio arriva da quelli che usano i traduttori dei PC per tradurre la loro “Dear Family Letter”. Una ragazza americana doveva rendere la frase “I like looking after kids” (Mi piace occuparmi dei bambini), che è stata tradotta in italiano con il significato “Mi piace occuparmi delle caprette”!

La mia nuova famiglia internazionale è stata per me una grande scoperta. Il mio primo (e secondo e terzo!) homestay è stato con Alvino e Bea Fantini. Tutte queste nuove esperienze mi hanno arricchito moltissimo ed ora che è quasi tempo che io vada in pensione, rimpiango di non essere diventata prima parte di questa famiglia.

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